Lettera aperta a Wopke Hoekstra

Caro Ministro Hoekstra,

le scrivo riguardo alla sua richiesta di istituire una commissione d’inchiesta che verifichi per quale ragione Paesi come l’Italia, colpiti dall’emergenza del virus, non abbiano gli spazi in bilancio per pagarsi l’emergenza.
Sono un imprenditore e le scrivo dall’Italia. Da tre settimane siamo chiusi in casa. Nessuno lavora, nessuno guadagna, nessuno paga.


Ieri abbiamo toccato i 100.000 contagiati con 11.000 morti. Il tutto in poco più di un mese.
Gli ospedali sono al collasso. Mancano dottori, infermieri, respiratori, mascherine.
Quindi, di fronte a migliaia di persone che muoiono soffocate, lei suggerisce di istituire una commissione per verificare il motivo per cui non abbiamo i soldi per non morire.

Io, invece, più modestamente suggerirei d’impegnare il nostro tempo e i nostri soldi in qualcosa di più urgente per salvare la vita della gente. Per salvare l’Europa. Che dice?
In più, non so se ha notato, ma non è un problema di quegli straccioni degli italiani. Ci sono un miliardo di persone chiuse in casa in tutto il mondo.
Siccome noto in lei una certa vena di sadismo, spero che la notizia non la rallegri troppo.
In ogni caso non c’era il bisogno di richiedere una commissione d’inchiesta. Le posso rispondere anch’io.

Negli anni 80, una classe politica di sciagurati raddoppiò il nostro debito portandolo ad essere già allora uno dei più alti del mondo. Da quel giorno portiamo sulle spalle un macigno che avrebbe schiantato la maggior parte dei Paesi nel mondo.
Il fatto che comunque noi siamo la ottava potenza industriale, dovrebbe darle qualche indicazione sulla vitalità della nostra economia.

Poi nel 2008 un altro virus, arrivato dagli Usa, ma questa volta finanziario, colpì tutto il mondo e ovviamente la crisi di liquidità che ne conseguì mise in ginocchio quei Paesi che avevano già alti debiti.
La reazione dei nostri alleati in questa granitica unione fu quella di metterci un piede sul collo e sganciarci il Prof. Mario Monti. Il quale si mise al lavoro per tagliare tutto il tagliabile, vantandosi di aver prodotto una riforma delle pensioni che mise sulla strada 390.000 esodati. Italiani che rimasero senza lavoro, senza reddito e senza pensione. Oltre ad una crisi dei consumi interni che ha portato il mio Paese ad agonizzare per un intero decennio.

Il risultato di quella cura fu che il rapporto del nostro debito/pil passò dal 110% del 2011 al 134% del 2020.
Ma come abbiamo fatto ad arrivare al 134% se, secondo voi, rischiavamo la pelle già con il 110%?

Questo è un mistero che in questa fase è meglio non approfondire per non rattristarci ulteriormente. 
Capite perchè non ci sembrate molto affidabili come consiglieri?
E visto che la nostra generazione rischia di essere quella che distruggerà l’Europa, vorrei ricordare come venne creata l’Europa.

Quando finì la seconda Guerra Mondiale il rapporto debito pil tedesco era superiore al 200%. E a questi andavano ancora aggiunti i debiti di guerra.
I Paesi creditori condonarono il debito riconoscendo che la Germania sarebbe ri-entrata in una crisi politica, economica e sociale senza via d’uscita.
Così come successe alla fine della prima Guerra Mondiale, con risultati che tutti ben conosciamo.
Dopo meno di 10 anni tutta Europa era in pieno boom economico. E la Germania tornò molto velocemente ad essere una superpotenza.
Un continente in macerie, lacerato dall’odio, dall’orrore, dalla disperazione fu preso per mano da una generazione di uomini politici costruendo in pochissimi anni un benessere senza precedenti.
Non si servirono della disperazione altrui per ricavare un briciolo di consenso in più.

Non le scrivo perché credo di poterla convincere.
Un uomo di governo che sentenzia una castroneria tanto evidente o è stupido o è in malafede.
E non credo che uno stupido possa diventare un Ministro di un paese evoluto come l’Olanda.
Le scrivo perché se avverrà il disastro, se dovremo dividerci con tutte le conseguenze del caso, non voglio dirmi che non ho fatto tutto quello che potevo. Anche solo una piccolissima cosa come scriverle questa mail.

Saluti dall’Italia.

Roberto Rondinelli

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